Da emigranti a imprenditori

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Da emigranti a imprenditori

06 Giu 2018 No Comment 120 Views

Emblema di una cultura e di un modo di essere, la pizza napoletana ha varcato le soglie del suo territorio di origine, mettendo radici Oltreoceano in felici realtà imprenditoriali. In attesa dell’incontro di stasera sul tema “Emigranti e imprenditori”, abbiamo incontrato Roberto Caporuscio, proprietario della pizzeria Kestè di New York e ambasciatore della pizza napoletana in America, che ci ha raccontato la sua esperienza iniziata nel lontano 1999.

Un sogno, quello di esportare la pizza napoletana in America, iniziato quasi per gioco…

«Quando ho iniziato il mio percorso avevo 38 anni e provenivo da tutt’altro settore. Ero intenzionato a cambiare vita, così nel ’98 mi trasferii da Pontinia, la mia città natale in provincia di Latina, a Napoli per frequentare una scuola di pizza. Terminato il corso, andai in America con l’intenzione di imparare l’inglese. Lì vivo ormai da 19 anni. Ho cominciato la mia avventura nella piccola città di Pittsburg, in Pennsilvania, per poi trasferirmi a New York. Col crescere della mia attività imprenditoriale ho dato inizio anche all’insegnamento. Negli ultimi 10 anni ho formato circa 250 pizzaioli, secondo i principi e i valori dell’autentica pizza napoletana».

Quale credi sia stato il segreto del tuo successo?

«La determinazione a non cambiare e a mantenersi fedeli alla tradizione della pizza napoletana. Mi sono trasferito in America nel momento giusto, quando stava per esplodere il fenomeno della pizza napoletana, e ho cavalcato l’onda ma nel tempo non ho mai cambiato rotta. La fedeltà alle tecniche tradizionali e alla ricerca dei migliori prodotti italiani e napoletani mi ha premiato».

Come viene percepita oggi la pizza napoletana in America?

«Negli ultimi 20 anni  le cose sono cambiate, ci sono stati grandi progressi. All’inizio la pizza napoletana era considerata una pizza gourmet, oggi ha assunto un peso rilevante. Chiaramente ci sono altri stili, la romana per esempio sta prendendo piede, affermandosi accanto agli stili americani, ma la pizza  napoletana in questo periodo è in forte ascesa. E oggi, molto più di un tempo, richiede di essere raccontata. È importante far capire ai clienti cosa rappresenta. Quando ho cominciato il mio percorso sono stato affascinato non solo dal prodotto in sé ma dalla cultura che esso incarna. La pizza napoletana è un modo d’incontro, un prodotto sociale, ha una storia che va diffusa e questo richiede un impegno corale. Ben venga, dunque, l’arrivo in America di grandi professionisti napoletani, come Gino Sorbillo. L’America è grande e ha bisogno di gente come lui per diffondere e far capire la pizza napoletana».

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