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Gino Sorbillo e i tanti che sognano di diventare pizzaioli

Gino Sorbillo e i tanti che sognano di diventare pizzaioli

Formare il futuro è il talk a cui prenderà parte martedì 17 settembre alle 18:00 sulla terrazza Ferrari
di Isabella Puca per Malvarosa

Di giovani pizzaioli? Il mondo ne ha bisogno, basta che siano pronti a rappresentare uno dei prodotti più amati al mondo con preparazione e studio. A dirlo è Gino Sorbillo lui che, da Napoli, la sua pizza, l’ha portata in giro per il mondo facendo conoscere l’arte e il gusto della vera pizza napoletana.

Sarà lui insieme a Evelina Bruno, Valentina della Corte, Matteo Lorito e Vincenzo Iannucci protagonista di “formare il futuro”, il talk che si terrà in terrazza Ferrari martedì 17 settembre alle ore 18:00. In quell’occasione sarà presentato il Mooc #pizzarevolution il primo corso online accademico curato da Luciano Pignataro per la Federico II.

«La pizza ha avuto uno sviluppo notevole – ci racconta Sorbillo – e sono tanti i giovani che hanno trovato molti motivi in più per avvicinarsi alla pizza e sognare di diventare pizzaioli così come si sogna di diventare calciatori. Mi chiedono di imparare l’arte della pizza perché è il sogno della loro vita; anni fa non accadeva, non ci si  voleva sacrificare per questo mestiere considerato, alle volte, di serie b».

È grazie all’impegno impiegato dai pizzaioli come Gino Sorbillo che è diventato, invece, un mestiere con la M maiuscola e si è assistito a una crescita esponenziale del prodotto e di chi lo crea. «Come mi descrivo? Un Innovatore coraggioso e anche un po’artista di sicuro un visionario, un promotore, ispiratore, intuitore, contemporaneo».

Costanza, sviluppo, ricerca, confronto, contaminazione, apertura, ricordi, coraggio, ampie vedute, viaggi curiosità, sono queste le parole chiave che Gino Sorbillo associa al suo lavoro, «in questi anni – continua – abbiamo cercato di portare sulla pizza tutto il buono senza ostentare mai, tutto deve avere un tempo sia in termini di innovazione che di abbinamenti». Fondamentale, in questo percorso di crescita della pizza, è che si senta l’impronta della cucina tradizionale, «sembra che tutto sia un rincorrere della novità, va bene innovare, essere contemporanei, ma non perdiamo di vista la pizza. Poca manipolazione agli ingredienti che, mio consiglio, devono essere sempre riconoscibili. Negli ultimi tempi troppe spume, creme, cremine».


NPV Magazine è una testata registrata con numero di autorizzazione 26 del 20 luglio 2017
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