Museo della Pizza a Napoli un miraggio?

Amministrazione

Museo della Pizza a Napoli un miraggio?

05 Mag 2018 No Comment 167 Views

Si chiamerà MoPi, la sua apertura è prevista a ottobre e sta già facendo parlare tanto di sé. È il Museo della pizza a New York, oggetto, ormai da settimane, di accese polemiche sui social.

Al centro della querelle il progetto di Kareem Rahma, Ceo di Nameless Network: un’esposizione temporanea sulla pizza, finalizzata a mettere in luce il ruolo che quest’alimento ha assunto nella cultura e nella simbologia popolare globale. L’iniziativa ha incontrato le rimostranze di stimati rappresentanti della pizza napoletana: lo scorso 4 maggio Franco Pepe, Enzo Coccia, Gino Sorbillo, Antonio Starita hanno organizzato una conferenza stampa in segno di protesta contro tale apertura, rivendicando l’urgenza di aprire un museo della pizza a Napoli, specie dopo il riconoscimento dell’Arte del Pizzaiolo Napoletano come Patrimonio dell’Umanità.

Al centro della questione non è che si faccia o meno un museo della pizza a New York. La domanda è piuttosto un’altra: in questo moltiplicarsi di discorsi che gravitano intorno alla pizza, che ruolo vuole avere Napoli, culla di una tradizione riconosciuta e valorizzata a livello globale? Quale i professionisti, le istituzioni e le associazioni coinvolte in questo discorso? Il riconoscimento della storia e delle tradizioni che sostengono la pizza napoletana non può prescindere dalla ricerca che gravita intorno ad essa e che coinvolge un numero sempre più ampio di professionisti. In questo incontro la pizza napoletana stessa è andata oltre la sua stessa storia, elevandosi a simbolo di una cultura popolare ampia e rigogliosa. Sì, la pizza abbraccia una comunità multisfaccettata e si presta a molteplici piani di discorso, perseguibili da ogni dove.

Nel corso delle sue ormai otto edizioni il Napoli Pizza Village si è fatto da un lato cassa di risonanza della cultura della pizza napoletana, ma dall’altro ha sempre cercato di dar voce a quest’ampia comunità. Se Napoli è il punto di partenza di una diffusione della tradizione della pizza, a Napoli questa ritorna, nutrita di nuovi spunti di riflessione e nuovi livelli di discorso.

Il riconoscimento della nostra città come culla della storia della pizza necessita una piena valorizzazione. E Napoli Pizza Village lo sa bene. Nel 2013, in tempi ancora non sospetti, quando il riconoscimento della pizza napoletana come patrimonio dell’umanità era ancora un sogno nel cassetto e la nostra sembrava ancora una grande festa popolare, abbiamo allestito il nostro primo museo temporaneo della pizza. Abbiamo raccolto oltre 500 attrezzi del mestiere, ricostruito il vestiario dell’epoca e, grazie all’intervento dello storico Luca Falace e all’artista italiana Laura Cionci, abbiamo proposto al pubblico un viaggio iconografico e delle opere legate alla pizza. Siamo convinti di non aver esaurito tutto ciò che c’è da dire sulla pizza ma abbiamo provato a dare il nostro contributo affinché della pizza napoletana, delle sue radici, della cultura, delle tradizioni e dei saperi che le hanno dato vita se ne parlasse, a Napoli e non solo.

E siamo pronti a unire ancora oggi le forze e passare all’azione per valorizzare, comunicare e far conoscere questo aspetto della pizza. Ma non dimentichiamo il valore di un confronto con altre prospettive, non dimentichiamo che la pizza è un collante e di questo vogliamo parlare e far parlare.

Share

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

0