Olio extravergine campano al NPV con Aprol

olio-extravergine-campano-

«Credo che il Napoli Pizza Village abbia fatto ai cittadini e ai produttori un grande regalo creando importanti occasioni per valorizzare e far conoscere meglio la grande varietà delle eccellenze del territorio, tra cui l’olio extravergine campano», ha dichiarato Salvatore Loffreda, direttore di Coldiretti Campania, in occasione del grande appuntamento dedicato alla pizza napoletana che si è tenuto sul Lungomare Caracciolo dal 17 al 25 giugno.

aprol-olio-evo-campano

Durante la manifestazione i 50 pizzaioli presenti hanno condito le proprie proposte con olio extravergine campano fornito da Aprol, controllata della Coldiretti Campania, che associa circa 19.000 piccoli e medi produttori: «l’associazione sta creando le condizioni per un concentramento di prodotto. Una cosa prima impensabile, dato il grande frazionamento del sistema olivicolo campano. Abbiamo voluto investire in questa stupenda kermesse che è il Napoli Pizza Village perché crediamo fermamente che l’olio non sia un semplice condimento ma che sia in grado di dare un valore aggiunto alla pizza. Date le specificità delle diverse aree della Campania, da quella della penisola sorrentina all’avellinese, noi riusciamo ad avere cultivar molto diverse tra loro, che possono dare a ciascuna pizza una connotazione ben precisa».

Il riscontro dell’iniziativa è stato immediato: «qui al Napoli Pizza Village abbiamo presentato un blend di più varietà e i pizzaioli hanno mostrato sin da subito un grande interesse verso il prodotto e, di rimando, verso il progetto di Aprol. Proprio come accade per il vino da circa vent’anni, noi possiamo oggi promuovere una cultura dell’olio extravergine campano, coinvolgendo anche le pizzerie. Il pizzaiolo può dare un tocco in più alla sua offerta se, oltre a fare una buona pizza, riesce a raccontare i benefici dell’olio evo e a scegliere la varietà di olio che meglio si  sposa con le sue creazioni».

olio-campano-npv-aprol

In risposta a eventuali reticenze da parte di operatori del settore, il direttore di Coldiretti Campania ha aggiunto: «ritengo che esse siano il frutto di un retaggio storico e culturale, che porta a concepire l’olio come un solo condimento, e di una evidente difficoltà dei produttori di olio, che non erano ancora capaci di raccontare questa grande storia. Oggi, con Coldiretti, stiamo lavorando proprio per implementare la comunicazione e, con essa, la conoscenza dell’olio evo campano».

Numerose sono le iniziative volte in questa direzione: «con Aprol siamo entrati pian piano nelle scuole e oggi non c’è istituto tecnico agrario che non ci chiami approfondire questo discorso. Oltre a ciò possiamo contare sull’aiuto di molti circoli privati, che organizzano eventi a cui ci permettono di partecipare per raccontare questa storia. Anche al Napoli Pizza Village abbiamo fatto incontri di avvicinamento all’assaggio dell’olio, che contiamo di rendere sempre più frequenti in futuro. La Campania ha una grossa tradizione relativa ai prodotti freschi, che merita di essere valorizzata. Noi come Coldiretti ci muoviamo in questa direzione, tutelando la tracciabilità di ciascun prodotto. Perché il nostro più grande amico è il consumatore finale».