Senza Lievito

Pietro Parisi

Era Ora

Senza Lievito

19:30

La lievitazione lenta e prolungata ha consentito alle nuove generazioni di pizzaioli di creare impasti leggerissimi e facilmente digeribili, grazie a un uso assai limitato del lievito. Pietro e Friedrich hanno addirittura eliminato il lievito da alcuni loro impasti. Ecco come.

Pietro Parisi

Ragazzo vesuviano dal sorriso aperto e spontaneo, si è formato alla corte di “mostri sacri” della cucina internazionale, quali Alain Ducasse e Gualtiero Marchesi. Dopo alcune prestigiose esperienze in Italia, Francia, Svizzera e negli Emirati Arabi, nel 2005 torna in Campania per aprire il suo ristorante: “Era Ora”. L’asso nella manica di questo giovane “cuoco contadino” è la grande tecnica acquisita applicata ai prodotti della sua terra. La sua famosa pizza con lievito fujuto, ha ottenuto prestigiosi premi: dopo i tre spicchi Gambero Rosso, simbolo di eccellenza per la pizza napoletana, arriva anche il premio speciale Maestro dell’impasto. La pizza al lievito fujuto infatti, viene arricchita soltanto con ingredienti a Km 0. Ciò che rende questa pizza davvero speciale è anche la ricerca dei prodotti di stagione, che dà spazio ai piccoli produttori locali. Leggera, altamente digeribile, appetitosa e senza lievito, che sostituisce con acque di governo e filatura della mozzarella. Niente lievito madre, né di birra.

Friedrich Schmuck

Piano B di Friedrich Schmuck si trova a Siracusa, a ridosso della splendida isola di Ortigia. È un progetto di ristorazione che colloca la ricerca di prodotti artigianali tipici della tradizione, al centro della propria proposta gastronomica. Un principio esaltato anche nella pizza gourmet, seguendo i punti del Manifesto della pizza italiana. Friedrich Schmuck è convinto infatti che il compito del pizzaiolo inizi proprio nel momento della selezione delle migliori materie prime e continui con il valorizzare il loro valore nel piatto. Dando spazio alle primizie del territorio, rispettando la stagionalità dei prodotti, esaltando le proprietà del primo come dell’ultimo ingrediente. Nascono cinque diversi impasti che si completano con proposte di ingredienti di prima qualità.

Stefanie Cabibbo

Classe ’82 e una laurea in Comunicazione Internazionale, Stephanie Cabibbo ha lavorato nell’ambito della cooperazione in Africa in un progetto sui formaggi tradizionali. Quando ha deciso di diventare più “stanziale”, si è specializzata nell’ambito del vino, lavorando in diverse aziende locali. Scherzosamente soprannominata “Mastercheffa” dai suoi amici per le sue abilità culinarie, quando ha dato vita al suo blog non ha avuto dubbi sul nome! Stephanie ha partecipato alla realizzazione di due libri, l’Arancinario (Ed. Arancinotto) e il libro dei Foodblogger Giallozafferano (Ed. Mondadori) e ha vinto una puntata del programma televisivo Chopped Italia. Ha ideato e realizzato, inoltre, Master-foodblog, il primo Corso Professionale per Foodblogger in Italia.

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